
|
Il m.te Podgora-Calvario, in verità una collina di 240 metri di
altezza è situato a nord-ovest della città di Gorizia a ridosso
della riva destra dell'Isonzo. Per arrivare alle sue pendici,
dal centro di Gorizia, si seguono le indicazioni per il Sacrario
di Oslavia - Monte Calvario. Superato il ponte sull'Isonzo, si
gira a sinistra e quindi, all'incrocio successivo (segnale) a
destra per la strada del "Vallone dell'acqua". Dopo circa 400
metri, a un ponticello (Ponte del Calvario), si può parcheggiare
l'automobile. L'itinerario segue la strada asfaltata, ma poco
frequentata dalle automobili, che porta alla sommità del monte e
alla zona monumentale. Lungo tutto il percorso si possono ancora
individuare i resti dei camminamenti e delle trincee. |
 |
La zona del Collio goriziano è una
fertile regione collinare a nord-ovest di Gorizia, tra i fiumi
Isonzo e Judrio, la chiudono a nord il monte Sabotino e la
dorsale del monte Corada. La guerra in questi luoghi si scatenò
all'inizio del conflitto, vista la grande importanza che aveva
la città di Gorizia per entrambe le parti. Il settore che era
difeso dalla 58° Divisione a.u. si estendeva per circa 11 km dal
m.te Santo al Vipacco, comprendendo le quote rilevanti del
Podgora di Oslavia e del m.te Sabotino. La prima offensiva
italiana si scatenò il 30 giugno, dopo sette giorni di massicci
bombardamenti la 2a e 3a armata sferrano poderosi attacchi per
sfondare la linea dell'Isonzo, ma che si sgretolano ancor prima
di raggiungere le principali posizioni a.u. Solo durante la
terza offensiva, gli italiani ottenero qualche successo
conquistando le quote 184 e 240 sul Podgora ad opera della 12a
Div. della 2a armata del gen. Capello. Durante la quarta
offensiva gli italiani avanzarono nella zona di Oslavia e sul
Sabotino ma furono fermati dagli efficaci controattacchi dei
dalmati e dei polacchi della 58a divisione del maggiore generale
Zeidler. Durante questa battaglia gli italiani bombardarono
Gorizia con gravi danni per gli edifici e con centinaia di
civili tra feriti e morti, con la conseguenza che circa 7.000
abitanti abbandonarono la città. La sesta battaglia vide il
successo italiano con la presa del Sabotino, importante baluardo
per la difesa di Gorizia, con la conseguente ritirata delle
truppe a.u. dalla città sulle dominanti posizioni del monte
Santo e San Gabriele. Tra i tanti soldati che caddero sul
Podgora, ricordiamo Scipio Slataper, volontario triestino, che
perse la vita il 3 dicembre del 1915. |
|